Monteroni d’Arbia la cui presenza è certa dal IX sec., era alla metà del XII sec. un modesto comune del contado senese.
Il suo sviluppo fu legato all’espansione dell’Ospedale di S.M. della Scala di Siena che vi acquisì terre agli inizi del 1200.
Costruita tra il 1322 ed il 1324 sempre dall’Ospedale senese, cui apparteneva anche la vicina “Grancia” di Cuna che ne costituiva la struttura difensiva. Qui era concentrato il maggior numero di punti di assistenza per i pellegrini che vi transitavano, soprattutto alberghi, ma anche ospedali via via che si procedeva verso Siena.
Nel 1554 ci fu l’assalto e la devastazione del borgo da parte delle milizie del Marchese di Marigiano.
Oggi Monteroni è un comune di rilievo della Val d’Arbia noto oltre che per il suo mulino, per le numerose emergenze architettoniche di valore che popolano il suo territorio.
Costituisce dal punto di vista geografico e storico, “la porta di ingresso al sud della provincia senese; un’area di grande valore paesaggistico eed artistico, unita la transito della Via Francigena“.

Il mulino
Questo mulino ha la caratteristica di non produrre effetti secondari che vanno ad intaccare la qualità dell’ambiente.
L’acqua prelevata dall’ambiente per azionare i macchinari del mulino viene interamente restituita all’ambiente stesso senza che essa subisca mutamenti di carattere chimico-fisico.

La Grancia di Cuna

S. Fabiano